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Il lato macabro degli opendata a Torino

Riporto di seguito il messaggio che la mia amica Marina ha postato pubblicamente sul diario Facebook del consigliere comunale di Torino, Vittorio Bertola.

 

Ciao Vittorio, 
ti scrivo in pubblico perché penso che la mia vicenda personale possa essere di interesse pubblico, anche se mi rendo conto che non è una problematica di vitale importanza, ma una questione di rispetto e tutela della privacy.
 
Ieri, ho letto su Specchio dei Tempi una lettera di una cittadina torinese che denunciava l’inserimento non richiesto del padre defunto in un sito commerciale “inmiamemoria.com”, sito dove puoi comperare fiori e candele per un cimitero virtuale.
 
vado a vedere e ci trovo – con grande fastidio e dispiacere – mio padre, ovviamente senza che io o altre persone ne abbiano mai richiesto e/o autorizzato l’inserimento.
 
con tanto di dati anagrafici, luogo si sepoltura ed addirittura nome e cognome di mia madre.
 
nel loro sito, che risulta di proprietà di Lindmark International LLC – 1220 N. Market Street, Suite 804 – Wilmington, New Castle County, Delaware, U.S.A., 19801. L’agente registrante è Registered Agents, LTD. Concessionaria per l’Italia: R.E.I. © Trademark. dicono:
Privacy
La gran parte dei materiali (scritti, immagini, video, pdf, etc.) presenti su ‘InmiaMemoria.com’ è stata prelevata da internet e, essendo a disposizione nostra come di tutti, secondo la normativa europea è da considerarsi di pubblico dominio e liberamente fruibile.
Ove però alcuni soggetti avessero da obiettare sulla presenza di un’immagine o di un qualsiasi altro materiale, potranno segnalarlo alla redazione all’indirizzo info@inmiamemoria.com che, sebbene non sia obbligata a farlo, provvederà per sensibilità (vista la delicatezza degli argomenti trattati) alla rimozione delle immagini in oggetto. 
 
Ho poi scoperto che i dati di mio padre corrispondono a quelli reperibili sul sito del Comune di Torino dedicato all’anagrafe dei defunti
 
Io reputo vergognoso che i dati dei propri defunti vengano utilizzati, senza nessuna richiesta di autorizzazione ai parenti per scopi commerciali.
 
Credo che il Comune di Torino dovrebbe predisporre ulteriori filtri e limitazioni per l’accesso ai dati dell’anagrafe cimiteriale (registrazione, indicazione codice fiscale ? )e che dovrebbe diffidare questa società dal farne uso. Che ne pensi ? Grazie.
Risposta del consigliere e commenti di altri cittadini scioccati si possono leggere cliccando sul link sotto:
Mio marito ha controllato, e sul sito ci sono anche suo padre e la sua sorellina che non ha mai conosciuto.
Per carità, io sono una fan degli opendata, credo che i dati pubblici siano un patrimonio per la collettività, ma appunto devono essere una risorsa pubblica, come l’acqua come tante altre cose. Perché lasciare che qualcuno possa lucrare sul nostro dolore?
Published inTecnologia

3 Comments

  1. No, non condivido per nulla che si possa mettere i ns defunti senza autorizzazione su questo sito. Se ci trovassi mia mamma ci resterei molto molto molto male.

  2. Andrea calisse Andrea calisse

    Ho visto oggi il sito e sono inorridito (mio padre, i miei due nonni, uno zio) penso di fare esposto ad AGCM AGCOM E GARANTE PRIVACY

    • Mi dispiace tantissimo Andrea 🙁

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