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La dote più grande: l’autonomia

La mia mamma e il mio papà sono nati negli anni ’50, appartengono alla generazione che a mio avviso più soffre la realtà che stiamo vivendo, e spiego perché.
Loro sono approdati nel mondo del lavoro quando il lavoro c’era e i diritti erano cosa certa. Hanno faticato tanto per raggiungere i due obiettivi principali di una famiglia di allora: casa e figli.
Hanno sostenuto un mutuo per la prima casa, poi un secondo quando hanno comprato la casa più grande, poi un terzo quando sia io che mio fratello siamo andati a studiare a Milano, lontano lontano da loro.
Per farci studiare hanno dovuto sacrificarsi economicamente, facendo mille rinunce, ma soprattutto dal punto di vista affettivo: visto che non siamo mai più tornati, hanno rinunciato ai loro figli affinché avessero un futuro migliore del loro.

Oggi quel futuro migliore non lo vedono: io vivo in affitto e mio fratello con un mutuo che non si estinguerà in pochi anni come fu per loro, entrambi in case molto più piccole di quella in cui vivevamo con loro. Io in 10 anni ho cambiato 6 posti di lavoro e due città fino ad approdare al lavoro autonomo, mio fratello 2 posti a tempo indeterminato, ma che di indeterminato non hanno proprio nulla perché, diciamocelo, può esserci scritto di tutto in un contratto di lavoro, ma se un giorno l’azienda scompare nulla è indeterminato.

Date queste condizioni mamma e papà si guardano indietro e si chiedono se tutti quei sacrifici e il dolore di avere figli, e ora anche nipotini, lontani sia servito a qualcosa.

Io non so se le cose sarebbero andate diversamente se mia madre e mio padre avessero fatto scelte diverse circa i nostri studi. Ma da madre di una cosa sono certa: quando ci hanno mandati lontano lontano, a 19 anni, ci hanno fatto un grande regalo.
Ci hanno regalato l’attrezzo più importante che un genitore possa mettere nella cassetta degli attrezzi dei figli: l’autonomia.

Vivere lontani da loro, sebbene mantenuti da loro (anche se entrambi abbiamo sempre fatto dei lavoretti per pagarci il surplus, nel mio caso uscite e abbigliamento), ci ha dato la forza morale di sopravvivere agli enormi cambiamenti a cui ignari andavamo incontro. Entrambi abbiamo sviluppato una notevole capacità di adattamento e di reazione alle difficoltà e pochissima, per non dire nulla, ansia circa il lavoro.
Non è un caso secondo me che i miei genitori abbiano due figli su due, trentenni d’oggi, che non sono mai stati disoccupati un solo minuto dal giorno dopo la laurea ad oggi.

E non sono nemmeno troppo certa che i miei non mi abbiano regalato una vita migliore della loro, perché se misuriamo il miglioramento in termini di lavoro sicuro e di reddito più alto fanno bene ad essere pessimisti, ma se analizziamo la qualità della vita, allora nel mio caso mi sento di dire che le cose sono migliorate nettamente.

L’autonomia e gli studi che i miei mi hanno regalato, mi hanno permesso di scegliere, di scegliere nonostante la crisi, di fare diversi tentativi fino a trovare il mio equilibrio familiare e professionale. E come mamma ho dovuto soffrire molto meno il rientro al lavoro rispetto alla mia, ad esempio. La mia mamma faceva degli orari massacranti e soffriva la lontananza dai suoi bambini, io invece ho potuto scegliere di fare quello che più mi piaceva stando vicina ai miei figli (vabbé uno è ancora nella pancia), senza aver bisogno della nonna, presenza salvifica ma spesso anche ingombrante nella vita di una famiglia che sta nascendo e crescendo.

Insomma per ora il mio percorso familiare, al netto di taluni ottimi metodi educativi che ho mutuato dai miei, è molto diverso da quello della mia famiglia di origine, ma su una cosa vorrei imitarli al 100%: il coraggio di lasciar volare i figli fuori dal nido prima possibile.

Published inL'angolo delle riflessioni

3 Comments

  1. Che bravi genitori, ma anche che bravi figli, che nn avete deluso le loro aspettative.
    Con un esempio così, sarai sicuramente una madre che lasciare volare i figli con le proprie ali.

  2. Cara Michela,

    hai scritto proprio un bellissimo post. L’autonomia è il regalo più bello che i genitori possono fare ad un figlio.

  3. Cara Michela,

    hai scritto proprio una grande verità. Il dono più bello che dei genitori possono fare ai propri figli è l’autonomia.

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