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Non mi divertivo più

2014-09-14 14.02.50

Da quando, poco meno di 3 anni fa, mi sono messa in proprio, sono diventata freelance, sono consapevole che la mia scelta ha un prezzo molto caro.

Per me la parola “libera” della definizione “libera professionista” ha un’importanza immensa e un valore inestimabile.
In questi tre anni sono stata libera di gestire il mio tempo, libera di lavorare alle 5 del mattino e di dormire dopo pranzo (io dopo pranzo dormo anche da sveglia, ditelo a chi mi pagava da dipendente per dormire ad occhi aperti), libera di seguire primo e secondo figlio in tandem con mio marito, libera di fare visite mediche senza permessi, ricatti, occhiatacce, libera di prendere i clienti che mi piacevano e lasciare le attività che rendevano poco e non portavano a nulla.

Ma quel “libera” costa caro, carissimo.
Ho dovuto finanziarlo rivendendomi oggetti di valore all’inizio perché non è che apri la partita IVA e fai un fatturato decente dal primo mese; ho dovuto lavorare in vacanza, di notte, fino al giorno prima di partorire e pochissimi giorni dopo. Ho dovuto lavorare in terapia intensiva, accanto al mio bambino (e ho dovuto farlo su carta, perché il PC non era ammesso e ogni volta che toccavo lo smartphone dovevo poi disinfettarmi le mani).
Ma se ami quello che fai, se ti diverti a farlo, se ti appassiona, tutti quegli “ho dovuto” non contano, anzi contano tantissimo, ma per darti la carica.

Poi però possono capitare cose brutte e puoi avere problemi economici anche se il tuo business plan funziona. Perché non sei da sola, hai una famiglia, fai parte di un sistema e non devi bastare solo a te stessa. Capita che i soldi e la salute si esauriscono e con loro sembra esaurirsi anche la tua passione per il lavoro che nel frattempo è diventato “accetta tutto quello che capita che bisogna fatturare e basta”.

E all’improvviso non mi divertivo più, mi sembrava di lavorare in miniera (con il massimo rispetto per chi in miniera ci lavora davvero), non avevo voglia e forza di riempire quei fogli bianchi.
È stato orribile, ho perso di vista i miei obiettivi, ho creduto di non essere più in grado di dare nulla ai miei colleghi e clienti e a me stessa, ho commesso degli errori (che fossero o meno gravi non sta a me dirlo, anche se non sono un cardiochirurgo) e ho pensato di chiudere.

Poi però ho fatto due conti per chiedere un prestito in banca e ho scoperto che il mio fatturato è un po’ cresciuto nell’anno in cui sono mezza morta e ho avuto il mio secondo bambino. E ancora alcuni (tutti sarebbe stato un sogno) dei miei clienti mi avevano attesa con pazienza senza sentirsi liberi di sostituirmi con gli innumerevoli attori presenti nel settore, ero la loro prima scelta e tale rimanevo anche se sofferente e un po’ confusa. Ho scoperto che chi mi segue online aveva una visione di me molto migliore di quella che avevo io.

Insomma una serie di eventi mi hanno costretta a fermarmi un attimo, ad analizzare le mie risorse e a cercare i miei obiettivi, anche nuovi. Ed è così che sono tornata alle mie cose e al mio lavoro e ho ricominciato, da poco, a divertirmi.

PS: una delle cose che  ha interrotto il mio divertimento è la lotta tra bande rivali nel digitale, una roba che non c’entra niente col mio vissuto personale ma che ha aggravato la situazione finché non ho deciso che a me delle bande non frega assolutamente nulla e che se mi piacciono sia Guelfi che Ghibellini oppure mi stanno sullo stomaco alcuni Guelfi e alcuni Ghibellini, frequenterò quelli che mi fanno sentire a mio agio e va bene così.

Nell’immagine io che torno a divertirmi e a rilassarmi, lavorando.

About The Author

michela

Dagli studi professionali tra Milano e Torino al blog personale, passando per un'esperienza televisiva che ha segnato la svolta. Tre grandi passioni: la scrittura, il fisco, la semplicità. Sempre in equilibrio tra famiglia e professione tra comunicazione e aggiornamento fiscale.

16 Comments

  1. mammamsterdam.net

    brava, per averlo fatto e avercelo detto. Sto un po’ cos`^anch’ io, in cerca di obiettivi

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  2. Francesco Uccello

    La libertà costa cara, a tutti i livelli, ma la fortuna aiuta gli audaci. Brava e complimenti.

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  3. Veronica Contini

    Salvata dai numeri… sembra il finale di una favola. 🙂 Una bellissima favola perché è vera.

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  4. Marina - La mia vita semplice

    gli alti e bassi succedono a tutti, ma quando ti leggo tu mi sai trasmettere pensieri positivi. Quando si fondono maternità, aspirazioni personali e lavoro spesso non è facile trovare un equilibrio ma direi che non ti manca la forza d’animo. Bravissima.

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  5. Moky

    Io lavoro in proprio da molti molti anni, ma ultimamente non mi diverto per niente e con i conti alla mano ancor meno.
    Son felice x te.

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  6. monica viaggi e baci

    Capisco ogni tua parola e appoggio in pieno la tua scelta. Nel lavoro bisogna sempre reinventarsi per non perdere la carica o per rimettersi in piedi dopo grosse delusioni. E da libera professionista è molto più facile che da impiegata in un ambiente asfissiante. Per questo, nonostante la crisi e le difficoltà di questi anni, non ho ancora mollato la mia attività. Anzi … ne ho iniziata una nuova, coronando un sogno che covavo da anni!!! 🙂
    In bocca al lupo per tutto

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  7. kikkielealtre

    molto onesta, grazie.
    un grande “in bocca al lupo”.

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  8. simona gentile

    anche io dopo il terzo figlio ho fatto la scelta della libera professione e ti capisco…simona….complimenti per tutto!

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  9. Martina Maccione

    che bello, ammiro la tua trasparenza e la tua forza d’animo! Sei grande! 🙂

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  10. Guapita Tondita

    questo tuo post è meraviglioso e mi ritrovo appieno in buona parte di esso. E’ il business plan del cuore (con un pochino di ragione, si capisce) a dover funzionare bene 🙂

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  11. Alessandra

    Ho fatto la stessa scelta meno di cinque mesi fa, con circa tutto il piccolo mondo che conosco che ha cercato di farmi rinsavire. “Pensaci”, “ma ti sei fatta i conti?”, “sei pazza a rinunciare all’indeterminato”, e amenità simili. La pancia mi ha detto che andava fatto. E così ho fatto il grande salto. E questi primi mesi di lavoro per me sono il segnale che il momento era giusto, che la strada era giusta. Ho scelto di poter avere tempo da vivere, e mi auguro di riuscire a farlo, mi auguro di non dover scendere a compromessi. Certo, sono fortunata, devo pensare solo a me stessa (mmm…che fortunata…!), ma significa anche sentirsi da soli nelle scelte. E finora sono profondamente felice della mia. Leggere di altre esperienze mi riempie di speranza e gratitudine. Insomma, tutta ‘sta pappardella per ringraziarti per la tua testimonianza! E pure un po’ per parlare della mia!! 🙂

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