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Storie d’impresa: dipendenti pagati per studiare

Storie d’impresa: dipendenti pagati per studiare

 

Questa mattina in radio ho ascoltato una notizia molto interessante: dipendenti pagati per studiare, in un’azienda italiana. Mi sembra una storia perfetta per dare il via a qualcosa di nuovo su questo blog: Storie d’impresa.

Dipendenti pagati per studiare: la storia della Irplast

La Irplast è un’azienda toscana, con base a Empoli e una seconda sede in Abruzzo, che lavora nel settore degli imballaggi, produce infatti film in polipropilene biorientato (hai presente gli adesivi per chiudere i pacchetti di fazzoletti di carta?). Si tratta di un’azienda che per forza di cose guarda ai mercati esteri e ad oggi detiene il 30% del mercato se si considerano Europa, Russia e Turchia (ma vende anche nel continente africano ed in Sudamerica). È un’azienda che dunque necessita di personale qualificato che ne supporti la crescita internazionale per arrivare fino alla Cina.

È questo il contesto in cui nasce il piano “Torna a scuola”, attraverso il quale l’azienda finanzia il ritorno ai libri dei dipendenti, con una serie di bonus:

  • 1.000 euro per chi consegue diploma di scuola superiore;
  • 1.000 euro all’anno per tre anni per chi ottiene la laurea triennale, con in aggiunta un bonus di 500 euro a seguito della discussione della tesi;
  • 2.400 all’anno per due anni per la laurea magistrale, e comunque il bonus di 500 euro per la tesi.

Una storia molto bella, insomma, che merita la giusta cassa di risonanza.

Dipendenti pagati per studiare: come funzionano i permessi studio?

Al di là della storia raccontata nel paragrafo precedente, è opportuno ricordare che i lavoratori, anche se non tutti, hanno diritto ad una serie di permessi retribuiti nel caso in cui decidano di ritornare sui libri.

Purtroppo si tratta di permessi concessi ai soli lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato (che siano full o part-time) e la condizione di studenti-lavoratori viene riconosciuta a chi è iscritto a corsi di istruzione primaria e secondaria e li frequenta in maniera regolare.

Le ore di permesso studio retribuito ammontano a 150 per ogni anno per ciascun dipendente, ma devono riguardare al massimo il 3% de personale assunto a tempo indeterminato. Il monte ore può salire a 250 nel caso in cui il lavoratore debba conseguire il titolo di studio in una scuola dell’obbligo.

A occhio direi che privato batte legislatore 1 – 0

 

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michela

Dagli studi professionali tra Milano e Torino al blog personale, passando per un'esperienza televisiva che ha segnato la svolta. Tre grandi passioni: la scrittura, il fisco, la semplicità. Sempre in equilibrio tra famiglia e professione tra comunicazione e aggiornamento fiscale.

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