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Regime forfettario: conviene?

La risposta è: dipende, ma con i pro che superano i contro, soprattutto se sei un freelance. Vediamo le caratteristiche del nuovo regime forfettario 2019 e le differenze con il regime ordinario.

Nuovo regime forfettario 2019: flat tax per lavoratori autonomi

Il nuovo regime forfettario il regime fiscale “naturale” per i freelance, questo perché come dice la stessa Agenzia delle Entrate è “destinato agli operatori economici di ridotte dimensioni” poiché “prevede rilevanti semplificazioni ai fini IVA e ai fini contabili”.

Questo regime prevede una flat tax pari al 15% sostitutiva di IRPEF e relative addizionali regionali e comunali nonché dell’IRAP, per soggetti che hanno un fatturato annuo inferiore ai 65mila euro.

Se si pensa che lo scaglione IRPEF più basso per redditi fino a 15mila euro, prevede un’aliquota pari al 23%, è subito chiaro che il nuovo regime può essere molto conveniente, soprattutto per chi svolge un’attività che non ha costi elevati.

Perché parlo di costi?

Perché nel caso del regime forfettario non puoi dedurre alcun costo dal tuo fatturato: l’imposta viene determinata, appunto, in maniera forfettaria e dunque su una determinata percentuale dei ricavi determinata dal legislatore sulla base dell’attività svolta.

Regime forfettario 2019: requisiti

Il nuovo regime forfettario riguarda persone fisiche esercenti un’attività d’impresa, di arte o professione (incluse le imprese familiari), e non prevede requisiti molto stringenti.

In effetti il requisito è uno e uno solo: non bisogna superare il limite dei ricavi di 65mila euro.

Questo significa che:

  • tutte le persone fisiche che aprono la partita IVA nel 2019, possono accedere al regime forfettario;
  • chi è già in attività può passare al forfettario se nel 2018 non ha superato ricavi per 65mila euro.

Cadono i requisiti relativi ai limiti di costi per lavoro dipendente e per beni strumentali, in vigore fino al 2018.

La novità più interessante, rispetto a regimi agevolati in vigore negli anni precedenti, riguarda l’uscita dal regime: se nel corso dell’anno si superano i 65 mila euro, si passerà al regime ordinario soltanto nell’anno successivo mentre nell’anno in corso si pagherà comunque la flat tax al 15%.

Cause esclusione regime forfettario 2019

Le cause di esclusione sono chiaramente indicate dall’Agenzia delle Entrate. Non hanno diritto al regime agevolato:

  • i soggetti che si avvalgono di regimi speciali ai fini IVA o di regimi forfetari di determinazione del reddito;
  • i soggetti non residenti, ad eccezione di coloro che risiedono in uno degli Stati membri dell’Unione europea, o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo, che assicuri un adeguato scambio di informazioni, e producono in Italia almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto;
  • i soggetti che effettuano, in via esclusiva o prevalente, operazioni di cessione di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili o di mezzi di trasporto nuovi;
  • i soggetti che partecipano contemporaneamente a società di persone, associazioni professionali o imprese familiari, o che controllano direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa arti o professioni;
  • le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta, ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili a tali datori di lavoro.

Regime forfettario 2019: esempio calcolo

La flat tax per i soggetti in regime forfettario viene determinata applicando l’imposta sostitutiva del 15% al reddito ottenuto applicando il coefficiente di redditività.

Per i forfettari infatti, la determinazione del reddito non avviene con il tradizionale calcolo ricavi-costi, il reddito si calcola in maniera forfettaria applicando un coefficiente che varia a seconda del settore:

  • Industrie alimentari e delle bevande, 40%;
  • Commercio all’ingrosso e al dettaglio, 40%;
  • Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande, 40%;
  • Commercio ambulante di altri prodotti, 54%;
  • Costruzioni e attività immobiliari, 86%;
  • Intermediari del commercio, 62%;
  • Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione, 40%;
  • Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari ed assicurativi, 78%;
  • Altre attività economiche, 67%.

Passando ad un esempio numerico, un commercialista che ha fatturato 60.000 euro avrà un reddito imponibile pari al 78% di 60.000 euro: 46.800 euro. Semplificando al massimo e non considerando i contributi previdenziali, nel nostro esempio le imposte saranno pari a 7.020 euro.

Se allo stesso soggetto applicassimo l’IRPEF ordinaria, considerando comunque un reddito di 46.800 euro, l’imposta sarebbe pari a 14.104 euro, praticamente il doppio.

Ripeto, ho fatto delle semplificazioni:

  • non ho considerato i contributi previdenziali;
  • ho ipotizzato che il reddito fosse identico sia considerando il calcolo forfettario sia quello tradizionale ricavi-costi.

Ovviamente se sottratti i costi il reddito risulta inferiore a quello determinato in base al coefficiente di redditività, si aprono spazi per fare delle riflessioni circa la convenienza o meno del regime forfettario.

Regime forfettario 2019: fattura elettronica

Il nuovo regime forfettario comporta, oltre al beneficio fiscale, alcune semplificazioni amministrative come l’esclusione dall’applicazione della fatturazione elettronica (ciò non toglie che puoi comunque decidere per tua comodità di utilizzare le fatture elettroniche).

I soggetti in regime forfettario sono esonerati da:

  • registrazione delle fatture emesse/corrispettivi (è sufficiente conservare i documenti);
  • registrazione degli acquisti, dal momento che non possono essere dedotti;
  • tenuta e conservazione dei registri e dei documenti (ad esclusione di fatture di acquisto e bollette doganali, che vanno conservate);
  • dichiarazione annuale IVA;
  • spesometro;
  • comunicazione black list;
  • registrazione e tenuta delle scritture contabili;
  • applicazione degli studi di settore e dei parametri;
  • applicazione le ritenute alla fonte in qualità di sostituto d’imposta;
  • applicazione della ritenuta alla fonte sui ricavi/compensi conseguiti.

Regime forfettario al 5%

A determinate condizioni, il regime agevolato può diventare ancora più vantaggioso con una tassazione sostitutiva pari al 5% per i primi 5 anni. Bisogna però essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • non devi aver esercitato, nei 3 anni precedenti, altre attività artistiche, professionali o d’impresa, anche in forma associata o familiare, in sostanza nei 3 anni precedenti non devi aver avuto una partita IVA o una società;
  • l’attività che intendi esercitare non deve essere la stessa che eserciti come dipendente o autonomo, a meno che non si tratti ad esempio del tirocinio obbligatorio per diventare ad esempio avvocato o commercialista, in questo caso può accedere al beneficio;
  • nel caso la tua attività sia la prosecuzione di quella esercitata da un altro soggetto, ad esempio la rilevazione di uno studio di consulenza, il fatturato dell’anno precedente di suddetta attività non deve aver superato i 65mila euro.

Ultime notizie sul regime forfettario

Il nuovo regime forfettario o flat tax partite IVA, come ho anticipato fin dall’inizio, è molto conveniente e i dati riguardanti le aperture di nuove partite IVA ne dimostrano il successo.

Da gennaio a marzo 2019 più di 196mila soggetti hanno aperto la partita IVA con uasi l’8% in più rispetto allo stesso periodo del 2018. Sempre nello stesso trimestre 2019 sono 104mila le persone che hanno aderito al nuovo regime agevolato con un aumento del 40% rispetto al primo trimestre del 2018.

Questa è la seconda puntata della mia guida su fisco e contributi dedicata ai freelance.

Ecco la prima puntata di questa serie di post: Libero professionista o ditta individuale? Come scegliere

Published inEconomia & fisco

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