Stamattina con un po’ di ansietta mi sono collegata al sito del Comune e stringendo le dita ho aperto la pagina delle graduatorie degli asili nido… ansia… tensione… e invece niente! Pubblicazione delle graduatorie rinviata. Sgrunf!
E allora aspettiamo…aspettiamo di essere rimbalzati, perché i bambini sono troppi e le istituzioni si accorgono di loro quando hanno già sei anni… e nel frattempo?
Nel frattempo ci arrangiamo e come in tutta la nostra vita di coppia ci facciamo aiutare da Internet: lavoriamo il più possibile online e ci occupiamo di bimbopatato.
Ma e’ dura e ieri l’ho letto nero su bianco sul Rapporto Annuale dell’Istat “le donne vivono una inaccettabile esclusione dal mercato del lavoro. Per di più, il carico di lavoro familiare e di cura gravante su di loro rende più vulnerabile un sistema di ’welfare familiare’ già debole, nel quale esse hanno cercato di supplire alle carenze del sistema pubblico”.
Certe mattine e’ difficile ricominciare a lavorare sapendo che e’ quasi impossibile sperare che qualcosa migliori, che sei sempre vista come una professionista a meta’ perché ti “nascondi dietro ai pannolini”.
Ma non voglio chiudere con questo pensiero crepuscolare perché io spero sempre e finora la vita, e la rete, mi hanno portato il mio compagno e di conseguenza mio figlio, le mie due fonti inesauribili di ispirazione.
Il nido e l’Istat
Published inL'angolo delle riflessioni
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