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33 anni e i percorsi non lineari

33: l’anne ‘e Cristo!
Eh già, quando da bambina giocavo a tombola a casa di mio zio, ogni 26 dicembre, pensavo ai 33 anni come un punto di arrivo.
A 33 anni avrei sicuramente fatto tutto: laurea, lavoro, matrimonio e figli. Insomma a 33 potevo pure morire! Come il mio ormai illustrissimo coetaneo.
Oggi sono 33 e invece di arrivare sto partendo, di nuovo, ancora una volta.
Beh, mi sono laureata in Economia, come immaginavo da bambina quando nell’astuccio tenevo un ritaglio di giornale con la foto di Ciampi (allora Governatore della Banca d’Italia).
Volevo diventare anch’io Governatore della Banca d’Italia per vari motivi:
  • perché da bambini non si mettono limiti ai propri sogni;
  • perché non mi risultava ci fossero mai state donne a coprire quella carica, e io ero la persona giusta;
  • perché mio papà lavorava in banca e non riusciva a far carriera (un uomo troppo corretto che non ha mai camminato sopra i cadaveri per il proprio tornaconto) e io volevo diventare il suo capo supremo per dire agli altri quanto era bravo.
Mi sono laureata in economia, dicevo. E poi è successo di tutto!
Ho fatto:
  • l’analista di mercato a mia insaputa, nel senso che l’azienda in cui ho lavorato per tre anni mi ha trovata in università, il prof. della tesi ha dato loro il mio numero di telefono senza chiedermi se stessi cercando lavoro (mancavano ancora esami e tesi alla laurea);
  • la praticante commercialista in 4 studi professionali, 2 a Milano, 2 a Torino (prima o poi scriverò una serie di post a puntate su questa esperienza);
  • la responsabile amministrativa in un’azienda che vende online biancheria intima (mi sono divertita un mondo!);
  • la redattrice economica in un nascente canale televisivo.
Adesso faccio la webwriter freelance e la social media specialist in progress. Come ci sono arrivata è storia di questo blog.
La famiglia? Un marito che adoro e un #bimbopatato che spero abbia presto uno o più fratelli.
E i sogni da bambina?
Quelli li ho uccisi lentamente, crescendo, studiando, lavorando… Mi sono convinta che erano delle idiozie, che sognare è inutile in un mondo fatto di paraculi, di furbi, di raccomandati e di avvoltoi. Sono arrivata a pensare che l’ambizione fosse una colpa e non un pregio.
Poi però sono diventata mamma, quasi due anni fa. E quando sono uscita, con le mie gambe, dalla sala parto dopo aver compiuto un’impresa allucinante, ho capito che potevo tornare a sognare, che potevo rischiare.
Non diventerò mai il Governatore della Banca d’Italia, ma quest’anno festeggio con un progetto e un sogno: diventare editore insieme a mio marito e ad un gruppo di ragazzi talmente giovani che non hanno ancora avuto il tempo di uccidere i loro sogni.
PS: invecchiando miglioro anche esteticamente!
Published inL'angolo delle riflessioni

8 Comments

  1. Che bel post! Tanti auguri cara! I tuoi 33 anni sono bellissimi…
    P.S. la foto di Ciampi nel portapenne però non l’avevo mai sentita…

  2. In primis tanti tanti auguri!!!
    E poi… I sogni.. Quanto mi sono piaciute le tue parole, io che sono una sognatrice nata. E’ proprio vero, a conte diventare madre riapre un sacco di porte, ti rimette in gioco e nel tuo caso ti ha anche fatto ricominciare a sognare! Meraviglia! In bocca al lupo per l’ultimo tuo sogno… E per la ricerca dei fratellini 🙂

  3. auguri, Michela e in bocca al lupo per il tuo progetto, con tutto il cuore

  4. BUON COMPLEANNO e IN BOCCA AL LUPO per il progetto EDITORIALE!!!
    Se posso chiedertelo, che tipo di editoria?

  5. mammaatorino mammaatorino

    AUGURI di cuore! E poi…complimenti, reinventarsi vuol dire avere coraggio. Io non ne ho, ho troppa paura di lasciare le mie sicurezze, anche se so che potrei fare altro. Cosa non lo so…insomma tre lingue straniere a che servono se si vive a Torino??? Inoltre anche io avevo mire niente male. A soli undici anni mi informavo presso il mio allora prof di lettere su quale donna fosse stata Presidente della Repubblica fino ad allora e lui, candido, mi rispose “ha tempo per diventare Lei, la prima!” 🙂

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