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Le criptovalute secondo me: l’avventura di Eticoin

Era l’estate del 2023 e di criptovalute non conoscevo se non poche, pochissime cose. Avevo decisamente sottovalutato il tema, occupandomi di educazione e divulgazione finanziaria, ma proprio in quella estate di ormai tre anni fa (che in ambito digital sono ere geologiche), sono stata richiamata all’ordine, cioè al dovere di studiare, di sapere, di farmi un’idea (o più d’una come vedremo) e di condividere quanto appreso e pensato.

Ma andiamo per gradi…

Di quando persone giovanissime mi hanno convinto a studiare le cripto

Nell’estate 2023 ho fatto una delle esperienze più formativa della mia carriera lavorativa: ho fatto Educazione Finanziaria nei soggiorni estivi per bambini e ragazzi.

Avevo studiato un programma di massima per i più piccoli, tra 9 e 12, e i più grandicelli, fino ai 15/16 anni. Un viaggio della moneta, una prima esperienza di monitoraggio delle spese, l’inflazione spiegata facendo loro ascoltare “Mille lire al mese”, per poi ascoltarli canticchiare quella anziché le canzoni dei trapper, nei corridoi della colonia…

Ma non avevo fatto i conti con le cripto, avevo deciso di non accernarne minimamente. E invece loro volevano parlarne, volevano sapere, tra informazioni ottenute in giro e la curiosità di chi è tanto giovane per tutto quello che sa di novità, o meglio di innovazione.

Quell’estate mi sono aggiustata come ho potuto, ho cercato dei contenuti (podcast, video ecc.) di fonti per me autorevoli per non lasciar cadere la loro richiesta nel vuoto, e alla fine sì, abbiamo parlato di criptovalute.

Poi è arrivato agosto, insieme alle mie meritate e sudate ferie, è ho deciso che era arrivato anche il momento di mettermi a studiare. E da allora non ho più smesso di leggere, guardare, ascoltare e riflettere sul mondo cripto e mi sono fatta una certa cultura e dei punti di vista, non uno soltanto.

Eticoin: la newsletter che curo per Valori.it

Era passato meno di un anno da quella estate così faticosa, interessante e divertente, e io sentivo già di avere molto da condividere, posizionandomi nel mezzo (e alle volte oscillando) tra chi ritiene che le cripto siano il nostro unico futuro finanziario possibile e chi le considera soltanto qualcosa di truffaldino se non proprio criminale.

Ma soprattuto sentivo di dover parlare a chi è fuori sia dal mondo della finanza tradizionale sia da quello delle cripto, da chi vorrebbe fare delle domande ma è magari intimorito da una terminologia ostica se non escludente.

E per fortuna ho trovato Claudia Vago e Andrea Barolini, rispettivamente Project Manager e direttore responsabile di Valori.it, un progetto editoriale di Fondazione Finanza Etica. Con loro abbiamo elaborato l’idea di Eticoin, una newsletter mensile in cui racconto il mondo cripto partendo dalle basi, condividendo dubbi e divulgando informazioni utili a non farsi prendere da facili entusiasmi.

Eticoin ha già due anni ed è una sfida continua nella ricerca dei temi, delle fonti, di un equilibrio che rispetti i nostri valori, appunto, e la linea editoriale.

E adesso tocca a voi!

Io continuo a studiare ogni giorno, letteralmente ogni giorno, dal momento che ho la fortuna di fare un mestiere composto di scrittura, divulgazione e formazione; insomma alla fine della fiera sono pagata per studiare sempre.

Ma a questo punto per dare a Eticoin e alla community dei suoi lettori e lettrici una maggiore consistenza, una base di realtà, la realtà delle persone che hanno avuto esperienza diretta con il mondo cripto, Claudia ha avuto un’idea secondo me importantissima e che ho sposato immediatamente: un’inchiesta partecipativa dal titolo “La verità sul portafoglio cripto degli italiani”.

Un questionario anonimo, ma anonimo per davvero perché abbiamo disabilitato tutte possibili raccolte dati, dall’indirizzo IP a quelli di navigazione, e non chiediamo nemmeno un indirizzo mail per partecipare.

Ma ottenere quante più risposte possibile è fondamentale per capire meglio cosa accade nel mondo reale, oltre i facili entusiasmi o le opposizioni ostinate e disinformate.

Ci date una mano?

Clicca qui per rispondere all’inchiesta

Pubblicato inFinanza

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