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Libere di scegliere o della Hunziker e del ritorno a lavorare

Trovo un errore nei post e negli articoli, anche un po’ lamentosi, che leggo in questi giorni in merito al rientro della Hunziker in TV a 4 giorni dal parto.

Ovviamente si tratta del mio parere personale, non mi permetterei mai di parlare a titolo di tutto il genere femminile.

Secondo me mettere nello stesso calderone la Hunziker, e chi come lei vuole e può riprendere a lavorare subito dopo il parto, e un ministro della Repubblica che insulta le madri per il loro diritto alla maternità è allucinante.
Sbagliò la Gelmini allora e sbaglia ora chi si sente colpito da una madre che torna a lavorare, potendo. Come per tante altre cose si vivono le scelte personali altrui come degli attacchi alle nostre di scelte e io comincio a non sopportare più questo atteggiamento.
Parliamo di una persona che ha tutte le possibilità di ritornare al lavoro, perché dovrebbe rimanere a casa magari deprimendosi a morte?

Vogliamo scendere di livello? Allora parlo di me.

Ero dipendente quando ho avuto il mio primo figlio e 6 mesi a casa sono stati uno strazio, mi sono annullata e a momenti non mi sentivo nemmeno la mamma del mio bambino, non mi sentivo una donna, non mi sentivo niente: ero una tuta sporca coi capelli sporchi. Mi sono sentita la sua mamma quando finalmente mi sono riappropriata di me stessa, grazie al lavoro appunto.

Adesso aspetto il secondo figlio da libera professionista senza maternità (perché se sei iscritta alla gestione separata devi smettere di fatturare per ottenere 5 mesi di contributo INPS), verso il termine avvertirò i clienti che potrei scomparire per qualche giorno, pochi giorni.

Ovviamente anche io sono una privilegiata, mi sono scelta un lavoro che mi consente di stare dove voglio e di avere orari inusuali, ma non ho nonni ne fondi per babysitter, solo un marito che si fa carico dei figli esattamente al 50%, facciamo 70/80% in questo momento preciso.

E il fatto che io desideri ricominciare a lavorare non 4 giorni dopo il parto ma un’ora dopo (perché l’altra volta un’ora dopo ero molto più presente del solito), salvo parto cesareo, non mi rende una condanna vivente nei confronti di chi in tutto si fa 1 o 2 anni di maternità.

La libertà di scelta deve essere il valore per cui batterci tutte, altrimenti vedo tornare tempi bui.

About The Author

michela

Dagli studi professionali tra Milano e Torino al blog personale, passando per un’esperienza televisiva che ha segnato la svolta. Tre grandi passioni: la scrittura, il fisco, la semplicità. Sempre in equilibrio tra famiglia e professione tra comunicazione e aggiornamento fiscale.

5 Comments

  1. ...ma la notte no!

    l’unico approccio giusto alle questioni mammesche (parto, allattamento, ecc..) credo sia quello di farsi gli affari propri. ci sono equilibri nuovi e vecchi che si incastrano, ogni vita scorreva a se prima e lo stesso fa dopo. a me a volte urta prendere a modello nel bene e nel male persone che fanno lavori particolarissimi, come chi vive di spettacolo. detto questo, mi da fastidio il clamore montato ma per nulla la decisione della Hunziker che sarà ben libera di decidere quel che è meglio per sè e la sua famiglia.

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  2. ✿Daba.

    io starei una favola a casa, ovviamente lavorare 8 ore, stando fuori 9 ore al giorno con un figlio da allattare è impossibile per una persona “normale” la Hunziker sta seduta su una sedia 1 ora al giorno, e magari un’altra ora a far le prove, con il bambino tenuto da una tata in camerino, che può raggiungere quando vuole, può stare in pantofole, e quando ha finito un autista la riporta a casa…direi che per lo stipendio che prende ne valga la pena, io per 1000 euro scarsi, non starei tutto il giorno lontano dal mio bambino, anzi, non vedrei l’ora di andare in maternità per il maggior tempo possibilie, e godermi la VITA finalmente, inevce che correre solo per portare i soldi a casa

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