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#femminicidio e religione

Oggi per la prima volta ospito il post di un’altra persona. Non si tratta di un blogger ma di un giovane uomo: mio nipote Giorgio, 25 anni, artigiano fornaio e pasticcere. Lascio a lui la parola sul femminicidio perché lui è il ragazzo che vorrei diventasse da grande il suo cuginetto: bimopatato.
A pochi giorni di distanza dalla Giornata mondiale contro le violenze sulla donna, appare sull’homepage di Facebook un link che mi indigna e mi schifa più di quanto la società odierna non sia già riuscita a fare.
L’articolo contenuto nel link segnala un post pubblicato sul sito vaticanista “Pontifex Roma” e firmato da un certo Bruno Volpe, dal titolo “La stanca retorica del femminicidio. E chi pensa aibimbi abortiti?”.
A lasciarmi sgomento ed inorridito sono i contenuti sessisti del breve articoletto, contenuti condivisi
e veicolati dal resto del sito come (ahimè) ho avuto modo di scoprire spulciando le viscide pagine
del blog in questione. Ma quali sono questi contenuti? Secondo il sig. Bruno Volpe le colpe delle violenze sulle donne sono imputabili alle donne stesse e alla loro voglia di emancipazione:
“…nessuno giustifica la morte delle donne per mano violenta, ma da qui a beatificare o santificare tutte le donne morte ne corre. In epoche in cui la donna era angelo del focolare, si curava dei figli, usciva di meno, teneva poco alla carriera, esisteva pace in famiglia”.
Infatti:
“Sarà un caso, ma questa ondata di violenza è scoppiata da quando la donna ha preteso di avere un eccesso di vita autonoma, spesso infischiandosene della famiglia, dei doveri coniugali e arrivando persino al libertinaggio sessuale.”
Quindi care le mie donne, la colpa è solamente vostra se desiderate anche voi, come noi uomini, un lavoro, una cultura personale, una carriera, una vita al di fuori delle quattro mura di casa divise tra fornelli e figli, e poi non vi lamentate se ve le prendete…che per caso pretendevate pure di restare impunite?
In seguito, allontanandosi dal campo delle violenze domestiche ed allargandosi al campo più generico comprendente anche violenze carnali e stupri, ecco l’altro colpo di genio del nostro amico:
“Violentare una donna è un atto volgare, criminale ed efferato. Ma se una bella ragazza alle due di notte, orario di ubriachi e drogati, chiede un passaggio in minigonna o perizoma, se lo va a cercare, il guaio. Infine. Tutti parlano del femminicidio.”
Insomma, vi sembra proprio il caso di uscire senza il burqa? Non lo sapete che se non vi blindate
rischiate lo stupro? Sembra quasi che non vi abbiamo avvertite…e poi vi lamentate pure…
La degna conclusione dell’articolo è una domanda che (fortunatamente) è destinata a rimanere
senza risposta e che riporto qui di seguito (pregasi leggere con tono apocalittico):
“Chi osa scrivere che tante donne uccidono, con la complicità dei mariti, i bambini, abortendo?”
Alla fine, il nostro eroe conclude sconsolato:
“Siamo davanti ad un irresponsabile infanticidio causato da immaturità, immoralità e visione libertina del mondo. Altro che femminicidio.”
Traendo le dovute conclusioni, non solo il femminicidio sarebbe meno grave dell’aborto, ma addirittura le donne si meriterebbero la violenza poiché troppo libertine, indipendenti ed emancipate. Ben venga quindi la violenza (domestica e non), che ci consente di rimetterle al loro posto ed ingravidarle per far sì che tornino ad essere dei perfetti “angeli del focolare”.
Inutile dire che da uomo, ma ancor prima da essere umano, sono indignato e schifato al solo pensiero di condividere l’aria che respiro con persone del calibro di Bruno Volpe. Animato da uno sdegno di rado provato in questa misura, ho deciso di intraprendere un’azione personale che però vorrei diventasse qualcosa di più, anche solo per poter dire di averci provato. Ringrazio quindi Mammaeconomia (nel mio caso Ziaeconomia) per darmi l’occasione di sfruttare la sua pagina e rivolgere un appello a tutti (uomini e donne beninteso). Chiederei quindi a tutti di inviare una mail all’associazione Pangea (attiva da anni nella tutela delle donne a livello mondiale), in cui si richiede un’azione legale contro il succitato Bruno Volpe ed eventualmente contro il sito Pontifex, nella fattispecie colpevoli di calunnia e vilipendio nei confronti di tutte le donne, di tutte coloro si trovino nella difficile situazione di scelta di interruzione della gravidanza, di tutte le vittime di violenze domestiche e stupri e di tutti coloro, come me, dotati di una coscienza civile della quale i famigerati “cattolicissimi” sembrano essere completamente privi.
Magari l’azione di uno passerà inosservata, ma se siamo tanti e se riusciamo a farci appoggiare da un’associazione dotata di grossa risonanza come Pangea, qualcosa otteniamo…
L’indirizzo per le mail è: convenzioneantiviolenza@gmail.com
Il link all’articolo lo trovate qui 
Ringrazio in anticipo chiunque abbia letto questo mio sfogo e abbia avuto voglia di perdere due minuti per inviare un messaggio affinché persone come queste smettano di imputridire il mondo con la loro presenza.
Un abbraccio di cuore a tutti
Giorgio Bianco
Published inL'angolo delle riflessioni

2 Comments

  1. Da fare subito.
    E lo chiamano uomo quello??? Mi vengono in mente molti epiteti, ma non mi abbasso a scriverli.
    Grazie per aver reso noto questo aberrante articolo!

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