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Non è mai troppo tardi per la felicità economica…

… Ma il tempo è una risorsa fondamentale!

Hai ignorato per anni la tua situazione economica, patrimoniale e finanziaria? Sappi che non è mai troppo tardi per riprendere in mano il proprio presente e mettere in sicurezza il futuro. Ma prima inizi, meglio sarà par te e per i tuoi cari.

Il tempo è una risorsa economica

Non è mai troppo tardi per l’Educazione Finanziaria. Ma di cosa si tratta?

Vediamo la definizione che ne dà l’OCSE:

“l’educazione finanziaria è un processo attraverso il quale i consumatori, i risparmiatori e gli investitori migliorano le loro capacità di comprensione dei prodotti finanziari e dei concetti che ne sono alla base e attraverso istruzioni, informazioni, consigli sviluppano attitudini e conoscenze atte a comprendere i rischi e le opportunità di fare scelte informate, dove ricevere supporto o aiuto per realizzare tali scelte e per le azioni da intraprendere per migliorare il proprio stato e il livello di protezione.”

Protezione, questa è la chiave.

Chiaro che se si ha una buona Educazione Finanziaria fin da bambini e ragazzi, si diventerà degli adulti con molti strumenti in più per conoscere e gestire le risorse e raggiungere la serenità in tutte le fasi della vita.

E se invece hai 40 anni e non hai mai avuto nessun contatto con l’Educazione Finanziaria se non per alcune regole di buonsenso che hai mutuato dalla vita?

Avrai perso del tempo prezioso, che può significare anche denaro, ma potrai comunque recuperare analizzando la tua situazione economica, finanziaria e patrimoniale, per rimetterti in carreggiata.

Il tempo in meno significherà qualche sacrificio in più nel presente per proteggere meglio il futuro.

Consapevolezza e felicità economica

La regola numero 1 per raggiungere la felicità economica, infatti, è la consapevolezza.

Anche solo leggendo questo post, la prima cosa che dovresti fare è una ricognizione della tua situazione economica:

  • Quali sono le tue entrate?
  • E le uscite?
  • Quali i progetti futuri?
  • E le esigenze presenti?
  • Quali sono le tue competenze professionali?
  • Hai un progetto di crescita attraverso la formazione?

Insomma devi mettere giù la tua situazione sia in termini monetari che di risorse per crescere a livello professionale.

E da qui, partire per comprendere cosa hai o cosa ti serve per raggiungere la felicità economica. Ma senza sapere quali sono le dotazioni (o le criticità) di partenza, non puoi andare in nessuna direzione e ti ritroverai in balia della tempesta in caso di eventi eccezionali sia a livello personale che collettivo.

La Felicità Economica di Maria Luisa Visione

Un buon punto di partenza è il libro La Felicità Economica, scritto con passione e competenza da Maria Luisa Visione, consulente e formatrice.

La presentazione di questo libro si sarebbe dovuta tenere insieme alla banca online Widiba, a Milano il 2 marzo scorso, ma la pandemia mondiale ha fermato anche questo appuntamento che poi si è tenuto online il 16 aprile 2020.

Una chiacchierata fra rappresentanti di Widiba, l’autrice, blogger, consulenti finanziari e giornaliste. Un momento di riflessione quasi tutto al femminile, come ha sottolineato con piacere Marina Magni, Area Manager Widiba e amica che stimo enormemente per il lavoro che fa come professionista e come donna impegnata in un settore declinato quasi sempre al maschile.

Per forza di cose la discussione ha riguardato molto anche il presente che stiamo attraversando e che con una buona Educazione Finanziaria può essere affrontato, come una tempesta, con un’imbarcazione più solida che resiste in attesa che torni il sereno.

Ma non solo. Abbiamo discusso di quanto il ruolo dei consulenti finanziari al fianco di clienti consapevoli e informati, possa fare la differenza i momenti di totale incertezza e crisi.

Domande e risposte per vivere questo grave momento che coinvolge tutto il Pianeta

Siamo in piena crisi epidemiologico, con le prime gravi ripercussioni economiche in atto e un futuro davvero incerto. Ho fatto all’autrice due domande per me molto importanti per affrontare il momento. Eccole insieme alle sue risposte.

Una previsione direi quasi scontata è quella che a seguito della crisi epidemiologica crescerà l’indebitamento delle famiglie e si ridurranno i risparmi. E’ dunque il momento per i membri adulti delle famiglie di una profonda analisi delle proprie condizioni economiche, patrimoniali e finanziarie, ma anche delle scelte di vita e professionali? Ci saranno grandi riflessioni su dove si vive, in che modo e se le proprie attività lavorative siano davvero sostenibili o meno? [penso, facendo un esempio estremo, al piccolo artigiano che in un solo mese di fermo ha già serie difficoltà sulle spese ordinarie come quella alimentare, le utenze e gli affitti]

Penso che sia sempre un momento adatto per occuparci della nostra vita economica.

La crisi epidemiologica ha accentuato fortemente lo scenario di incertezza che già si era delineato negli ultimi anni. Stavamo già vivendo una mutazione nella quale i cambiamenti demografici, sociali, del mondo del lavoro ci avevano fatto comprendere di far parte di un contesto dinamico, in continua evoluzione, mettendo in luce la difficoltà di adeguarci.

Adesso ancora di più i possibili scenari che si prospettano evidenziano che l’organizzazione delle risorse economiche e finanziarie ha bisogno di seguire un metodo, non può essere casuale per avere esiti vicini a quanto desideriamo e per imparare dal presente, fare in modo che l’oggi sia fonte di esperienza.

Nel processo di pianificazione finanziaria alla base c’è proprio la consapevolezza delle nostre condizioni economiche, finanziarie e patrimoniali.

Si parte dal bilancio familiare con una grande attenzione al capitale umano, cioè all’insieme di conoscenze e di abilità che abbiamo acquisito e che continueremo ad acquisire nel tempo; competenze che trasferiamo nel lavoro che ci rappresenta e nella nostra capacità di generare reddito.

Allo stesso modo, le scelte di vita e le scelte professionali, in pianificazione, si posizionano all’interno del ciclo di vita economico.

Quindi, ognuno di noi, in questo momento ha l’occasione di prendere coscienza di dove si trova, rispetto agli eventi della vita che potrebbero interessarlo: lo studio, il lavoro, mettere su famiglia, fare carriera, la nascita di un figlio, i sogni di un figlio, il post lavoro.

Soprattutto in momenti come quelli che viviamo non dobbiamo dimenticare di progettare il futuro.

La situazione attuale, per quanto drammatica e grave, cambierà, si evolverà.

Rispetto al lavoro ci dovremo reinventare, prendere in considerazione produzioni nuove, riconvertendo l’esistente e allineandoci a bisogni emergenti, anche in modalità temporanea.

Sicuramente l’attenzione alla protezione e alla tutela del nucleo familiare diventa un’esigenza da affrontare, non più rimandabile.

Il metodo della pianificazione finanziaria è necessario, a prescindere dal contesto.

L’esempio dell’artigiano ci fa pensare, ma dobbiamo chiederci: perché non è in grado di affrontare le spese ordinarie?

Dipende da una mancata pianificazione o dal fatto che non ha entrate, che già da tempo faticava ad essere in utile, che non ha scorte monetarie, fondi di emergenza, perché li ha già utilizzati per far fronte a una forte crisi del settore, che perdura?

Quanto di ciò che ci hai raccontato in maniera chiara e condivisibile nel tuo libro, si complica ulteriormente a causa della precarietà delle condizioni di lavoro di molti e, oggi più che mai, per via della nuova e grave crisi in arrivo, che per forza di cose andrà ad erodere pesantemente i risparmi dei cosiddetti Boomer?

Bisogna capire qual è il motivo per cui si complica.

Il lavoro che è alla base del reddito riguarda ogni generazione. Nel dopoguerra la crescita sostenuta dei redditi da lavoro ha svolto una funzione determinante per il miracolo economico.

Avevamo già assistito a tanti cambiamenti nel mercato del lavoro, prima della pandemia.

La precarietà delle condizioni di lavoro di molti è un problema a livello macroeconomico, del quale sono le politiche economiche, sociali e fiscali ad avere l’onere di occuparsene.

È chiaro che in assenza di reddito, si può far conto solo su ricchezza ereditata o su redditi di altri.

Le faccio un esempio:

Raccontiamo due storie, quella di Mario e quella di Giulio; uno guadagna 1.500 euro, l’altra 2.500. Mario si è indebitato con un esborso mensile di 350 euro, Giulio, invece, con uno di 1.100 euro.

Ipotizziamo che a causa della situazione in atto entrambi abbiano una riduzione del reddito del 30%.

Quindi, Mario incassa 1.050 euro e Giulio ne incassa 1.750. Assolto l’impegno finanziario, a Mario rimangono 700 euro e a Giulio 650 euro.

In presenza di pianificazione Mario aveva disposto un Fondo di emergenza di 3.000 euro e risparmiato da 5 anni 150 euro al mese, accantonando 9.000 euro a titolo di riserva.

Facciamo i conti: per mantenere lo stesso tenore di vita Mario deve incrementare di 450 euro. Per quanto tempo è coperto? Per oltre 26 mesi, più di due anni nei quali può riorganizzarsi, facendo fronte a spese e impegni.

Giulio non ha utilizzato alcun metodo per organizzare le risorse; quindi non ha predisposto nessun Fondo di emergenza, né accantonato risparmio. Ha però da parte 5.000 euro. In sostanza, per mantenere il suo tenore di vita precedente, ha bisogno di incrementare per 750 euro. I 5.000 euro che ha da parte copriranno 6 mesi e mezzo di tempo.

È una semplificazione, ma rende l’idea della differenza tra organizzare le risorse con metodo e farlo senza, o non farlo affatto.

Published inEconomia & fisco

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