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Una vita da mediano, perché no?

mediano
Colazione da mediano

Eccellere, eccellere, migliorarsi, migliorarsi in continuazione. Nel lavoro, nell’aspetto, nella casa e nelle frequentazioni.

Ecco anche no, mi fermo, scendo e decido che il mio ruolo è quello del mediano, come nel calcio.

Il mediano nel calcio è quello che recupera, ricostruisce il gioco, sta proprio nel mezzo e alla fine sui giornali si parlerà di chi ha fatto gol, oppure di una parata.

Il mio compianto prof. di italiano ci diceva “non ci sarebbero persone intelligenti se non ci fossero persone stupide”, allo stesso modo senza il mediano l’attaccante dove va?

Ma c’è modo e modo di essere un mediano, io ho individuato 5 tipologie (diciamo che abitare i social network aiuta un casino).

Mediano regular

È quello che sta lì, lì nel mezzo (direbbe Ligabue, Luciano) e ci sta bene. Sa che oltre il centrocampo non si può andare, ma la cosa non gli dispiace. Nella vita di tutti i giorni il mediano regular ha quello che gli serve e non ha particolari desideri o ambizioni o megaprogetti. Si gode quel che ha evitando gastriti ed altri disturbi psicosomatici. Ovviamente senza l’appoggio di questo tipo di mediano difficilmente un attaccante sgomitante andrebbe molto lontano.

Mediano wannabe (o clone)

È un mediano ma vorrebbe essere qualcosa di più, molto di più. Passa le giornate ad osservare chi occupa i ruoli più avanzati desiderando fortissimamente di prenderne il posto. Nella vita reale il mediano wannabe spesso si trasforma in clone, la copia sfocata e scimmiottata del fuoriclasse di riferimento: un vip, il capo, un collega sgomitante, un parente o un amico di gran successo. Anche questo mediano è fondamentale: alimenta l’ego del fuoriclasse, non aiuta praticamente ma alimenta e non ce la farà mai ad uscire dal ruolo.

Mediano lamentoso

Non è colpa sua se è relegato al ruolo di mediano, è colpa dell’universo. Dell’allenatore, della politica, della famiglia di origine, di chiunque. Ma non sua. Lui è certo di meritare di più ma il cosmo ha deciso di no, quindi non rompetegli le palle sul migliorarsi che l’universo avverso vanifica la fatica, almeno così dice.

Mediano che ancora ci crede

Un mediano regular ma convinto che con fatica, abnegazione e servendo gli attaccanti giusti, prima o poi gli verrà riconosciuto il ruolo di fuoriclasse. Nella vita reale è uno che si fa un mazzo tanto ma manca di consapevolezza. Meriterebbe di essere acclamato come un fuoriclasse, spesso lo è, ma gli manca qualcosa, tipo la capacità di raccontarsi, di autopromuoversi e il pelo sullo stomaco che ad un certo punto o ce l’hai o resti nel mezzo.

Mediano di ritorno

Lui ce l’aveva fatta. Era su tutti i giornali come il fuoriclasse dell’anno, il top del top. Poi però un giorno ha capito che per mantenere lo standard aveva rinunciato a delle piccole cose da mediano che gli mancavano tantissimo, che quando era mediano non vedeva nemmeno. E alla fine è ritornato lì, lì nel mezzo.

 

E io? Io le ho attraversate quasi tutte queste tipologie, qualcuna l’ho sfiorata appena. Ma più invecchio più questa vita da mediano non mi sembra niente male.

 

Published inL'angolo delle riflessioni

5 Comments

  1. Pasquina Pasquina

    Questo articolo è bellissimo. A volte vorrei averti come mia “psicoterapeuta” personale.

    • Eh ma non è il mio lavoro, al massimo posso farti il 730 😉

  2. […] Nella seconda categoria dei “mediocri attenti” troviamo i professionisti che stanno ottenendo i migliori risultati comunicativi. Forti delle molteplici competenze di medio livello nel loro settore aggiungono competenze trasversali come l’utilizzo efficace dei mezzi digitali, grafica/fotografia, lo scrivere, empatia, narrazione e così via. Risultano più efficaci in due ambiti: la comunicazione e la visione strategica globale. 
Se ai primi, i “brillanti rigorosi”, affideremo senza indugio lo sviluppo di un determinato tema, è ai secondi che dovremo chiedere come comportarci a livello strategico, avendo questi una visione d’insieme e doti di flessibilità e interessi molteplici. Spesso questi ultimi ottengono maggiori risultati lavorativi, perché sanno raccontare meglio dei primi la loro competenza, facendo imbestialire In molti casi i “brillanti rigorosi” che si reputano migliori. (per approfondire, la nota blogger Michela Calculli ha scritto il post: Una vita da mediano, perché no?) […]

  3. Cinzia Cinzia

    Michela…grazie di esistere! 🙂 è illuminante e ripercorre delle strade mentali e paranoie che sto ancora affrontando: leggere il tuo post mi ha migliorato la giornata!

  4. Paolo Paolo

    Mi è piaciuto il concetto, ben espresso, del mediano…..
    personalmente mi sento mediano di ritorno, sì, scelsi internamente al “posto fisso”, di non correre per la “carriera”, quando capii che non andava avanti i meriti.e tira i remi in barca…..perché levato tempo a me, alla famiglia, agli amici
    zzzzz relax

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