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Gabriel García Márquez ed io

Questa è la storia di una ragazza che, ormai vent’anni fa, iniziava le scuole superiori. Era un istituto tecnico commerciale, non proprio un posto dove ci si aspetta di appassionarsi alla lettura.

Questa è la storia di una ragazzina e di una professoressa appassionata che riconobbe una luce particolare negli occhi della sua allieva e decise di alimentare quello che allora era un flebile lumicino.

Allieva e insegnante cominciarono da “Cronaca di una morte annunciata” e alla ragazza piacque moltissimo quel libro e ne apprezzò immensamente la struttura: una storia ripetuta molte volte, la stessa storia raccontata dai diversi protagonisti, un capolavoro.

Poi la prof. decise di alzare il tiro, di aumentare il livello, e propose alla ragazza di leggere “Cent’anni di solitudine”. La ragazza cominciò ma stava per arrendersi: quel libro non lo capiva, non riusciva ad andare avanti, non riusciva a subire la fascinazione della nave in mezzo alla foresta e di Aureliano che incontra per la prima volta il ghiaccio. E allora la ragazza tornò dalla prof. e le disse “mi arrendo”. La prof rifiutò di riprendersi il libro rispondendo “coraggio, vai avanti, sono certa che ti piacerà”. La ragazza diede ascolto a quella donna che viveva in una grande casa senza pareti visibili, erano tutte interamente tappezzate di libri in lungo e in largo.
Alla fine la ragazza diventò quai un’abitante di Macondo, leggeva e sentiva addosso l’umidità del Caribe e iniziava a sentirsi una discendente di Amaranta (ma su questo si sbagliava, lei non avrebbe fatto la fine di Amaranta, ma allora ne era certa).

La ragazza e la prof. furono separate dalla scuola e dalla vita (raramente si incontrano ancora oggi e la prof. conosce marito e primo figlio di quella ragazza), ma ormai il lumicino era diventato un fuoco e Márquez era diventato un punto fermo per quella ragazza e i suoi libri, tutti o quasi (deve leggerne ancora pochissimi, forse qualche racconto), dei compagni di viaggio nella vita e una consolazione nei momenti di solitudine, e ce ne furono molti prima che la ragazza incontrasse il grande amore della sua vita.

E quando la ragazza incontrò prima la passione di Florentino Ariza (certo non con i numeri di Florentino) e poi finalmente l’amore vero e grande, ricominciò a leggere i libri che aveva letto da fanciulla usando solo la fantasia e quei libri presero nuova vita perché ormai la ragazza non leggeva soltanto, adesso capiva.
E un giorno, per il suo ventinovesimo compleanno, il suo amore grande le regalò la nave nella foresta:

 

Published inL'angolo delle riflessioni

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